Luce Blu

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EmoLED - Luce Blu

Luce Blu per la cura delle lesioni cutanee

Lo studio degli effetti della Luce LED Blu nella cura delle lesioni cutanee è portato avanti da Emoled in collaborazione con alcune fra le più importanti realtà della ricerca Italiana nell’ambito della fotonica e della ricerca clinica. La gamma delle patologie studiate è ampia: ferite croniche (ulcere venose, da decubito, infiammatorie), piede diabetico, ustioni e disturbi dermatologici come la dermatite atopica. Grazie a questa attività è stato riscontrato che la Luce Blu è in grado di stimolare il fisiologico processo di guarigione di una ferita che, a causa di una patologia, un’infezione o carenze metaboliche, può essersi arrestato nella fase infiammatoria rendendo la ferita cronica.

L’energia del fascio luminoso viene assorbita da parte di enzimi della catena di trasporto elettronico e dalle flavoproteine presenti nelle cellule dei tessuti, direttamente, senza l’uso di mediatori (additivi chimici o farmaci) e viene utilizzata dal tessuto cutaneo per promuovere reazioni chimiche o produrre cambiamenti conformazionali in alcune biomolecole: l’attività delle cellule viene così incrementata o ridotta - “modulata” - laddove questa sia patologicamente alterata.

È la Fotobiomodulazione con Luce Blu: così è stata definita in letteratura scientifica questa promettente terapia fotonica per il suo potenziale nell’induzione della guarigione delle ferite croniche che rappresentano un serio problema medico a livello mondiale, destinato a crescere a causa della sempre maggiore diffusione del diabete e dell’invecchiamento della popolazione.

Luce Blu per inattivare virus e batteri

Test svolti presso il laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Università di Siena in collaborazione con Emoled, hanno dimostrato che la Luce Blu ha anche un effetto virucida, in particolare su virus noti quali Adenovirus, Virus Respiratorio Sinciziale e SARS-COV-2; colture contenenti concentrazioni differenti di tali virus sono state irradiate con luce blu a diverse intensità di energia e gli effetti sono stati osservati dopo 72 ore. È stato rilevato che con un’esposizione di 15 minuti alla Luce Blu con una densità di potenza di 120 mW/cm2, si è ottenuta una riduzione del 100% del virus SARS-COV-2: è stato così dimostrato che la Luce Blu è un efficace disinfettante potendo indurre, in certe condizioni di irraggiamento, l’inattivazione delle colonie patogene.

È nota in ambito scientifico la capacità battericida della Luce Blu che ha dimostrato il suo potere antimicrobico diretto contro un ampio spettro di specie batteriche e funghi. Recentemente il potere antimicrobico della Luce Blu ha attratto un crescente interesse in relazione alla sempre più attuale problematica della resistenza agli antibiotici (AMR) da parte di numerose specie batteriche data la capacità di decontaminare sia le ferite dei pazienti che gli ambienti di cura.

Se il meccanismo d’azione della Luce Blu sui virus non è ad oggi conosciuto - si pensa che abbia un impatto sul capside proteico, danneggiandone l’integrità e inattivando così il virus - sappiamo che l’inattivazione dei batteri e funghi tramite la Luce Blu avviene in seguito alla fotoeccitazione delle porfirine intracellulari: il trasferimento di energia causa la produzione di ROS (reactive oxygen species) che, se presenti in concentrazioni alte, risultano citotossici portando alla morte cellulare.

L’uso della Luce Blu come disinfettante di superfici ed oggetti potrebbe contribuire a contenere l’utilizzo di disinfettanti chimici, limitandone gli effetti nocivi su cose e persone. Inoltre la Luce LED Blu è del tutto sicura: a differenza dell’impiego dei raggi ultravioletti non provoca infatti danni ai materiali ed alla pelle né muta le caratteristiche degli alimenti; da evitare soltanto un’esposizione diretta degli occhi.

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