La Luce Blu nel trattamento di ferite post-chirurgiche complicate a seguito di ricostruzione mammaria
Studio pilota
Titolo: Blue Light Photobiomodulation for the Treatment of Complicated Wounds in Breast Surgery
Autori: Ferrucci M, Milardi F, Passeri D, De Col A, Kraljic T, Cagol M, Saibene T, Michieletto S, Marchet A, Toffanin M.
Anno: 2025
Pubblicazione: Plast Reconstr Surg Glob Open. 2025 Jul 28;13(7):e6989. doi: 10.1097/GOX.0000000000006989
La Luce Blu nel trattamento di ferite post-chirurgiche complicate a seguito di ricostruzione mammaria
SINTESI DELLO STUDIO PILOTA
Questo studio pilota ha coinvolto pazienti di sesso femminile che hanno sviluppato ferite chirurgiche complicate a seguito di interventi di ricostruzione mammaria e hanno dimostrato una risposta limitata ai trattamenti convenzionali iniziali.
Gli interventi chirurgici includevano la ricostruzione con protesi post-mastectomia a seguito di chirurgia oncologica o profilattica e interventi di simmetria controlaterale dopo chirurgia per cancro al seno. Tutte le pazienti sono state trattate con terapia di Fotobiomodulazione con Luce Blu (EmoLED) in aggiunta al trattamento convenzionale.
È stato esaminato il numero di trattamenti con Luce Blu necessari per ottenere la guarigione. È stata fatta una valutazione oggettiva delle cicatrici almeno 1 anno dopo l’intervento utilizzando la Vancouver Scar Scale (VSS). Inoltre, è stato somministrato un questionario dedicato sia alle pazienti che ai chirurghi per valutare il disagio complessivo associato al trattamento con EmoLED. Le risposte sono state quantificate utilizzando una scala Likert, che va da 1 (nessun disagio) a 4 (massimo disagio).
Questa serie di casi ha coinvolto 27 pazienti di sesso femminile con un’età media di 54 anni (range 37-66 anni). Cinque pazienti presentavano comorbilità significative, in particolare diabete mellito (3) e artrite reumatoide (2). Inoltre, 8 pazienti erano fumatrici attive e 4 avevano ricevuto chemioterapia neoadiuvante. Tre pazienti erano portatrici di mutazioni patogene: mutazione BRCA1 (1) e mutazione BRCA2 (2).
Complessivamente, 20 pazienti sono state sottoposte a mastectomia con associata ricostruzione mediante protesi. Di queste, 19 sono state sottoposte a trattamento per il carcinoma mammario, mentre 1 paziente ha subito una mastectomia profilattica a causa di una mutazione del gene BRCA2. Sette pazienti sono state sottoposte a mastoplastica riduttiva controlaterale di bilanciamento come procedura chirurgica ricostruttiva di secondo stadio dopo mastectomia primaria per carcinoma mammario. Quattro procedure sono state bilaterali, per un totale di 31 seni trattati chirurgicamente.
Tra le 27 pazienti analizzate (31 seni trattati) sono state segnalate in totale 35 complicanze, tutte unilaterali. La necrosi cutanea è stata osservata in 18 pazienti, interessando prevalentemente i lembi cutanei mediali in seguito a incisioni di mastectomia con riduzione cutanea secondo la procedura Wise pattern; 14 dei 18 casi si sono verificati in quest’area. È stata segnalata necrosi parziale del NAC in 9 pazienti. La deiscenza della ferita è stata osservata in 8 pazienti, più comunemente nelle incisioni a T invertita ottenute con procedura Wise pattern (in 7 degli 8 casi).
È da notare che tutte le complicanze ischemico-necrotiche si sono verificate in pazienti sottoposte a mastectomia con ricostruzione con protesi, ad eccezione di 2 casi osservati in pazienti sottoposte a mastoplastica riduttiva di bilanciamento in seconda fase. Al contrario, quest’ultimo gruppo è stato colpito principalmente da deiscenza della sutura chirurgica (in 5 dei 7 casi).
La guarigione è stata raggiunta in un tempo medio pari a 5 settimane (range 2-10) con un numero medio di trattamenti con Luce Blu (120s) pari a 5, somministrati in genere con una frequenza di 1 trattamento alla settimana. Un indice di massa corporea più elevato (P = 0,075), il fumo (0,093), l’incisione con procedura Wise pattern (P = 0,007), i lembi cutanei sottili della mastectomia (P = 0,034) e il posizionamento dell’impianto sotto muscolare (P = 0,033) sono risultati essere associati a un aumento del numero di trattamenti con Luce Blu necessari per ottenere la guarigione. In questa serie non si sono verificati casi di perdita dell’impianto, nemmeno tra le pazienti ad alto rischio. La valutazione oggettiva delle cicatrici è stata effettuata almeno 1 anno dopo l’intervento in 23 pazienti (85,2% della coorte), rivelando un VSS mediano di 5. In base alle risposte al questionario che investigava il disagio dei pazienti, gli intervistati (85,2% della popolazione) non hanno riportato alcun disagio, registrando un punteggio di 1 su 4 nella scala di tipo Likert.
Nell’articolo sono descritti in dettaglio tre casi clinici significativi.
Secondo gli autori, in questo studio pilota la Fotobiomodulazione con il dispositivo EmoLED si è dimostrata sicura, indolore e versatile per il trattamento di ferite post-chirurgiche complicate a seguito di ricostruzione mammaria. Con un tempo medio di guarigione di 5 settimane, ha prevenuto la perdita dell’impianto, ridotto l’infiammazione e l’essudazione della ferita e favorito lo sviluppo di tessuto di granulazione e la formazione di tessuto cicatriziale di alta qualità, anche nei casi ad alto rischio. Sulla base di questi risultati, ipotizzano che l’utilizzo della terapia di Fotobiomodulzione con Luce Blu possa essere esteso alle procedure oncoplastiche avanzate e alla chirurgia estetica del seno nonché al livello intraoperatorio per prevenire complicanze ischemiche in casi di mastectomie complesse.