La Fotobiomodulazione con Luce Blu nelle ustioni pediatriche
Studio coorte storico retrospettivo monocentrico
Titolo: Blue Light Phoptobiomodulation in Pediatric Burns: Inflammation, Healing, and Early Scar Outcome in a Retrospective Historical Cohhort.
Autori: Nicolosi B, Buccione E, Drago L, Difalco BV, Dollaku H, Rossi M, Facchini F, Ghizzardi G, Caruso R, Ciprandi G
Anno: 2026
Pubblicazione: European Burn Journal. 2026; 7(4):50. https://doi.org/10.3390/ebj7040050
SINTESI
Le ustioni nei bambini restano una sfida clinica importante, perché la guarigione della ferita deve avvenire preservando la funzione della pelle e riducendo il rischio di cicatrici a lungo-termine. Oltre alla profondità e all’estensione dell’ustione, la durata della guarigione della ferita è particolarmente rilevante nei pazienti pediatrici, poiché una riepitelizzazione ritardata è associata a un’infiammazione prolungata e a un maggiore rischio di formazione di cicatrici ipertrofiche. L’infiammazione è una componente essenziale della normale risposta a una lesione termica; tuttavia, se si prolunga o è regolata in modo inadeguato, può interferire con la riepitelizzazione e con il successivo rimodellamento dei tessuti. Strategie in grado di modulare l’ambiente iniziale della ferita senza interferire con la riparazione fisiologica potrebbero quindi rappresentare un utile supporto ai protocolli consolidati di cura delle ustioni.
Questo studio coorte storico retrospettivo monocentrico ha analizzato l’associazione tra Fotobiomodulazione con Luce Blu come terapia e infiammazione locale precoce, tempo necessario alla riepitelizzazione ed esiti cicatriziali iniziali in una coorte comparativa di bambini con ustioni acute. Gli Autori hanno ipotizzato che la Fotobiomodulazione con Luce Blu, come trattamento adiuvante, sarebbe stata associata a una minore risposta infiammatoria locale a 72 ore rispetto alla sola terapia standard per le ustioni.
Secondo i risultati riportati, l’impiego aggiuntivo della Fotobiomodulazione con Luce Blu è stato associato a una risposta infiammatoria precoce migliore, a un tempo più breve per la riepitelizzazione completa e a una maggiore qualità iniziale della cicatrice rispetto alle sole terapie standard per le ustioni.
Popolazione dello studio
La popolazione dello studio era composta da pazienti pediatrici di età compresa tra 0 e 18 anni con diagnosi di ustione (da liquidi caldi, contatto, fiamma o altra causa termica documentata) ricoverati presso il Centro Ustioni dell’Ospedale Pediatrico Meyer (Firenze) tra il 1 gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024. La popolazione includeva bambini e adolescenti con ustioni di estensione variabile (tra l’1% e il 25% della Superficie Corporea Totale, TBSA) e di diversa profondità.
In totale, 137 pazienti pediatrici sono stati valutati per l’idoneità. La popolazione finale dello studio comprendeva 84 pazienti con ustioni termiche acute. Di questi, 50 pazienti trattati tra il 1 gennaio e il 17 luglio 2024 costituivano il gruppo storico di controllo, mentre 34 pazienti trattati tra il 18 luglio e il 31 dicembre 2024 hanno costituito il gruppo della Fotobiomodulazione. A partire dal 18 luglio 2024, la Fotobiomodulazione con Luce Blu è stata integrata nella pratica clinica di routine come supporto alla terapia standard delle ustioni. L’assegnazione ai gruppi ha quindi rispecchiato il periodo di trattamento più che le caratteristiche del singolo paziente o dell’ustione.
Intervento
Il protocollo standard di cura delle ferite adottato presso il Centro Ustioni Pediatrico comprendeva la detersione della lesione, l’applicazione di una medicazione avanzata, la gestione conservativa e l’assistenza postoperatoria in seguito a debridement enzymatico con Nexobrid (MediWound Germany GmbH, Rüsselsheim, Germania) oppure debridement chirurgico quando clinicamente indicato, e innesto cutaneo a spessore parziale nei casi in cui la ferita difficilmente sarebbe guarita spontaneamente o quando vi era un’indicazione chirurgica. La selezione della medicazione si basava sulle caratteristiche della lesione, inclusi profondità dell’ustione, livello di essudato, condizioni dei tessuti e fase di guarigione, ed era rivalutata durante tutto il follow-up. La Fotobiomodulazione con Luce Blu è stata somministrata utilizzando il dispositivo EmoLED. v.1 (Emoled srl, Firenze, Italia) due volte a settimana prima dell’applicazione della medicazione.
Valutazione clinica
Le valutazioni a 24 ore e 72 ore sono state calcolate a partire dal ricovero ospedaliero, e non dal momento della lesione. La valutazione a 24 ore ha rappresentato il basale per l’analisi comparativa dell’infiammazione locale ed è stata completata prima della prima esposizione alla Fotobiomodulazione. I pazienti del gruppo della Fotobiomodulazione hanno ricevuto il primo trattamento dopo la valutazione a 24 ore. Non è stato eseguito alcun trattamento con Luce Blu aggiuntivo tra le valutazioni a 24 e 72 ore. La valutazione a 72 ore ha quindi esaminato la risposta infiammatoria precoce dopo la prima seduta di Luce Blu. I pazienti del gruppo di controllo storico sono stati valutati agli stessi tempi programmati e hanno ricevuto esclusivamente le terapie standard per le ustioni.Le valutazioni a 24 e 72 ore sono state effettuate dallo stesso specialista di wound care.
Lo stato infiammatorio locale è stato valutato attraverso quattro domini: eritema, essudato, dolore e prurito. Eritema, essudato e prurito sono stati classificati su una scala ordinale a quattro-punti da 0 (assente) a 3 (severo), secondo criteri clinici predefiniti. Il prurito è stato valutato chiedendo direttamente al bambino, quando era possibile una comunicazione affidabile. Nei bambini più piccoli o non-verbali, la valutazione ha integrato le segnalazioni del caregiver con l’osservazione clinica, inclusi grattamento e agitazione. Il dolore è stato valutato con strumenti adeguati a seconda dell’età e dello sviluppo, validati per la misurazione del dolore pediatrico. I punteggi originali del dolore sono stati successivamente ricodificati in una variabile ordinale comune a quattro-livelli, con valori da 0 a 3.
Poiché non è disponibile uno strumento multidimensionale validato che combini in modo specifico questi quattro ambiti per la valutazione dell’infiammazione locale nelle ustioni pediatriche, è stato calcolato un punteggio composito esplorativo associato all’infiammazione come somma dei punteggi individuali di eritema, essudato, dolore e prurito. Ciascun dominio contribuiva con un punteggio compreso tra 0 e 3, determinando un punteggio composito totale da 0 a 12, in cui valori più elevati indicavano un maggior carico complessivo di segni e sintomi infiammatori locali.
Ulteriori endpoints clinici includevano:
– tempo di guarigione, definito come il numero di giorni dal ricovero ospedaliero fino a una copertura epiteliale stabile di tutte le aree ustionate, senza aree ancora aperte né ulteriore necessità di medicazioni per favorire la chiusura;
– esito cicatriziale precoce, valutato mediante Vancouver Scar Scale circa tre mesi dopo la completa riepitelizzazione della ferita;
– la necessità di cambio medicazione precoce e innesto cutaneo autologo. Il cambio medicazione precoce è stato definito come una sostituzione non programmata della medicazione prima dell’intervallo previsto. In questa coorte, la sostituzione anticipata è stata necessaria perché le medicazioni o le bende sovrastanti erano bagnate o sporche.
– valutazione della sicurezza, basata sulla revisione retrospettiva delle cartelle cliniche elettroniche, per verificare la presenza di dolore correlato al trattamento, eventi avversi o effetti collaterali documentati durante il trattamento delle ustioni.
Risultati
In totale, nello studio sono stati arruolati 84 pazienti pediatrici. L’età media era di circa 8 anni (0–17), con una prevalenza del sesso femminile (55 soggetti—65,5%). Sessantuno pazienti (72,6%) presentavano ustioni profonde a spessore parziale e 23 pazienti (27,4%) ustioni a tutto-spessore. L’agente ustionante più frequente è stato un liquido bollente (64,3%), seguito da fiamma (15,5%) e contatto (14,3%). L’estensione media dell’ustione al ricovero era pari al 14,3% della TBSA.
L’endpoint primario era il punteggio composito associato all’infiammazione a 72 ore, corretto per il valore basale a 24 ore e per le covariate cliniche (età, sesso alla nascita, TBSA, profondità dell’ustione, agente ustionante e trattamento con Nexobrid). La Fotobiomodulazione con Luce Blu è risultata associata a un punteggio dell’infiammazione aggiustato a 72 ore più basso (differenza media − 2,70 punti, IC 95% da − 3,71 a − 1,68; p< 0.001). La variazione del punteggio composito dell’infiammazione tra 24 e 72 ore è stata maggiore nel gruppo della Fotobiomodulazione rispetto al gruppo di controllo storico (4,4 ± 2,1 vs. 2,7 ± 2,3). Il punteggio composito dell’infiammazione è aumentato tra 24 e 72 ore in quattro pazienti, tutti nel gruppo di controllo storico.
Il tempo di guarigione delle ustioni pediatriche è stato valutato in base al numero di giorni trascorsi tra il ricovero del paziente e la completa guarigione della ferita. La riepitelizzazione completa si è verificata circa una settimana prima nel gruppo della Fotobiomodulazione rispetto ai pazienti trattati con le sole terapie standard, e tale associazione è rimasta significativa dopo l’aggiustamento per i principali fattori confondenti clinici (differenza media aggiustata −5.98 giorni, IC 95% da −8.68 a − 3.28; p < 0.001).
L’esito precoce della cicatrice è stato valutato con la Vancouver Scar Scale (VSS) circa tre mesi dopo la completa riepitelizzazione della ferita. La VSS valuta quattro caratteristiche della cicatrice: vascolarizzazione (0–3), pigmentazione, (0–2), elasticità (0–5) e altezza (0–3), fornendo un punteggio totale compreso tra 0 e 13, dove valori più alti indicano una maggiore gravità della cicatrice. I dati VSS erano disponibili per tutti gli 84 pazienti inclusi nello studio. La Fotobiomodulazione con Luce Blu è risultata associata a un punteggio VSS totale più basso (differenza media aggiustata − 1.46 punti, IC 95% da − 2.46 a − 0.47; p = 0.005). L’associazione è rimasta anche dopo un ulteriore aggiustamento per le sedi anatomiche (differenza media aggiustata − 1.36 punti, IC 95% − 2.63 a − 0.10; p = 0.035) e dopo un ulteriore aggiustamento per l’innesto cutaneo autologo (differenza media aggiustata − 1.36 punti, IC 95% − 2.63 a − 0.08; p = 0.037).
Il cambio precoce della medicazione è stato necessario in 26/50 pazienti del gruppo di controllo storico (52.0%) e in 8/34 pazienti del gruppo della Fotobiomodulazione (23.5%). Dopo l’aggiustamento per età, sesso, TBSA, profondità dell’ustione, agente ustionante e trattamento con Nexobrid, la Fotobiomodulazione con Luce Blu è risultata associata a una minore probabilità di cambio precoce della medicazione (odds ratio aggiustato 0.25, IC 95% 0.07 – 0.79; p = 0.017).
L’innesto cutaneo autologo è stato eseguito in 20/50 pazienti del gruppo di controllo storico (40.0%) e in 12/34 pazienti del gruppo della Fotobiomodulazione (35.3%). L’analisi statistica non ha evidenziato un’associazione significativa tra Fotobiomodulazione con Luce Blu e necessità di innesto.
Non è stato documentato alcun dolore correlato al trattamento, né eventi avversi o effetti collaterali attribuibili alla Fotobiomodulazione con Luce Blu nei registri clinici esaminati durante il periodo di studio.